27/02/2026

L’influenza dell'IA nel biotech

Secondo il CEO di Anthropic, L’IA può alimentare la rinascita del biotech.

Secondo Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, la prossima grande ondata di trasformazione tecnologica potrebbe nascere dall’incontro tra l’intelligenza artificiale e le biotecnologie. L’IA, sostiene, è pronta ad accelerare in modo decisivo le scoperte in medicina e nelle scienze della vita.
Anthropic è una società di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale, focalizzata sulla sicurezza e sull’allineamento dei modelli avanzati.

Negli ultimi mesi l’azienda ha suscitato un intenso dibattito internazionale sul futuro dell’IA generativa e sulla necessità di infrastrutture, regole e standard di sicurezza adeguati alla crescente autonomia dei sistemi, attirando l’attenzione di governi, imprese e della comunità scientifica.

In un recente episodio del podcast People by WTF, Amodei ha dialogato con Nikhil Kamath sulle nuove frontiere dell’IA, sul suo potenziale dirompente per il biotech e su come l’innovazione guidata dai dati stia cambiando man mano che i sistemi di IA imparano a generare e perfezionare autonomamente le proprie informazioni.

Una rinascita del biotech guidata dall’IA
"Sono molto ottimista sul biotech. Credo che stia per vivere una rinascita guidata dall’IA", ha affermato Amodei. Secondo il CEO, la progettazione assistita dall’intelligenza artificiale potrebbe accelerare lo sviluppo di farmaci peptidici, di terapie cellulari come le CAR-T e, più in generale, della biologia programmabile.

Il machine learning, ha spiegato, sta già iniziando a ottimizzare sistemi biologici in modi che fino a poco tempo fa erano impensabili.
Pur mantenendo un tono ottimista, il CEO di Anthropic ha invitato alla cautela: «Il mio istinto è che stiamo per curare molte malattie», ha detto, sottolineando però la necessità di un sviluppo responsabile e di una buona governance.

Nel dibattito più ampio sull’IA, posizioni simili e complementari arrivano anche da altri leader del settore, come Sam Altman di OpenAI, a conferma del fatto che la convergenza tra intelligenza artificiale e biologia è destinata a definire il prossimo decennio. Una fusione che potrebbe rendere la biologia programmabile tra i fronti più potenti dell’innovazione scientifica e industriale.